Foto per RitrattiAngelo Maltese si dedicò, durante i lunghi anni della sua attività professionale alla complessa arte del ritratto. I suoi sono ritratti elaborati e difficili e sono l’espressione degli anni ’20-’30.

Fu maestro nel ritocco; il “flou” nella sua attività dominò sovrano adoperando speciali obiettivi che fondevano l’immagine dandole un senso di elevata spiritualità. Egli fu capace di creare, accanto a molti ritratti di circostanza, degli autentici capolavori che riescono ad andare oltre l’epoca nella quale furono realizzati, Egli vide attraverso il suo obiettivo la società del suo tempo con occhio indagatore, nei suoi aspetti di lusso, vanità, eleganza, ma anche nella durezza della vita quotidiana. La maggior parte dei ritratti ci sono giunti anonimi. Egli si rivolse sia ai membri della media e alta borghesia sia alla semplice gente del popolo. Moltissimi dei personaggi ritratti oggi non esistono più ma rivivono attraverso la fotografia in una nuova dimensione. Nel ritratto egli privilegiava la luce morbida e le atmosfere aeree. Il ritratto fotografico per Angelo Maltese non era sofisticazione e maestria. Il nostro, da artista fotografo, privilegiava l’analisi psicologica, cercava di dare ad un viso l’essenza vera dello sguardo, dell’attimo fuggente, di un’improvvisa malinconia o dolcezza o di una fissità volitiva. Maltese sapeva aspettare quell’attimo, infatti non fotografava subito i suoi soggetti, prima voleva cercare di catturare le loro caratteristiche usuali, gli stati d’animo suscitati da particolari stimoli in modo da esteriorizzarli e poterli penetrare attraverso l’obiettivo fotografico.

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