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Mercoledì, 20 Novembre 2013 15:55

La vita

Foto per La vitaAngelo Maltese nacque l’8 dicembre 1896 a Modica che in quel tempo era in provincia di Siracusa. All’anagrafe fu denunziato il 13, probabilmente per il trambusto causato in famiglia dalla morte della madre per parto. Questa morte segnerà per sempre la vita del fotografo, come scrisse in una delle sue liriche più struggenti. A soli 19 anni venne chiamato al fronte della grande guerra. Reduce si stabilisce a Siracusa. Nel 1920 apre uno studio fotografico alla Mastrarua (l’attuale via Vittorio Veneto) con un socio: lo studio Miano-Maltese. Il socio va poi a cercare fortuna in America e Maltese mise su bottega da solo. Nel 1924 ottenne dal barone Interlandi Pizzuti l’uso di un angolo del suggestivo giardino del palazzo al numero 1 di Piazza Duomo. Lì trovarono luogo il suo studio fotografico e il padiglione denominato La Fontanina.

Nel 1932 sposa la cugina Maria Maltese di cui nascono due figli: Renzo e Antonello.

Allo scoppiare della seconda guerra mondiale venne richiamato al fronte; a guerra ultimata, tra varie difficoltà, riuscì a tornare a Siracusa e si dedicò nuovamente al lavoro: la fotografia.

Tra i premi e riconoscimenti che ebbe nella sua vita ricordiamo la medaglia d’oro della rivista La donna Italiana nel 1922, il premio della Camera di Commercio di Torino per l’esposizione internazionale di fotografia del 1923 e la recensione di una sua personale di fotografia su la “Revue Moderne Illustre des Arte set de la Vie” di Parigi del febbraio 1927.

Nel 1964 venne nominato cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Morì il 26 gennaio 1978 chiedendo di essere avvolto nudo in un lenzuolo bianco, chiuso in una cassa semplice e deposto nella nuda terra. Perché anche la sua morte fosse semplice così come lo era stata la sua vita.

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Mercoledì, 20 Novembre 2013 15:55

Il teatro greco

Foto per Teatro GrecoDi Angelo Maltese sono le fotografie delle prime rappresentazioni classiche del 1914 nel teatro greco di Siracusa. Nonostante la giovane età del fotografo (aveva infatti soltanto 18 anni) sin dalle prime immagini è evidente l’atteggiamento fotografico caratterizzante l’artista aretuseo il quale non si limitò mai a riproporre un’azione scenica, ma utilizzò sempre il proprio punto di vista critico e selettivo.

Le immagini di figure individuali sono caratterizzate dalla necessità della posa e dall’immobilità del gesto. Queste foto testimoniano l’espressività degli attori di teatro dei primi del ‘900. Angelo Maltese fu maestro però nella foto corale, del grande spazio che privilegiava l’insieme. Fermando con successione logica i movimenti più significativi dello spettacolo, le foto di Maltese possono inserirsi nel concetto di scena globale, dove non è solo la rappresentazione a essere esaltata, ma in cui il fotografo trova nel pubblico e nello spazio circostante un ulteriore elemento da analizzare. Dimensione scenica e pubblico diventano complementari e la luce naturale, tendente progressivamente al crepuscolo, racchiude entrambi.

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Mercoledì, 20 Novembre 2013 15:55

La Tonnara

Foto per La tonnaraAttento indagatore di ogni fatto della vita locale, Angelo Maltese predilesse il mondo della pesca e dei pescatori. Ed è proprio con alcune di queste foto che nel 1988 è stata realizzata una mostra intitolata “C’era una volta una tonnara”, dove sono state esposte le foto della pesca nella tonnara di S. Panagia nei pressi di Siracusa. Esse sono state scattate negli anni ’30, ossia nel momento di maggiore attività della tonnara.

In queste foto si percepisce ciò che l’autore ha provato nell’attimo in cui coglieva i momenti di fatica e di vita scegliendo quella determinata immagine tra le altre che si susseguivano, fissandola e rendendola, così, emblematico ricordo di una situazione e di una storia.

Queste immagini, adesso, rappresentano un prezioso documento che permette di ricostruire gesti che ormai da anni non fanno più parte della nostra quotidianità.

Anche in queste immagini è ben visibile l’animo dell’autore. Angelo Maltese non ha, infatti, fissato i momenti più sanguinosi della pesca del tonno, ma i momenti di una fatica che appare a tratti gioiosa e appagante. Egli dunque proietta nella scena e nell’immagine il suo animo semplice e dolce, la gioia determinata dallo svolgimento delle attività quotidiane. I suoi sono i momenti meno tesi, più lirici di quello che un tempo era più di un mestiere quasi un rito ancestrale.

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Mercoledì, 20 Novembre 2013 15:55

Maltese “regista”

Foto per registaAngelo Maltese, coadiuvato dal figlio Renzo, che aveva abbracciato l’attività del padre, realizzò anche un cortometraggio di 16 minuti intitolato "Artigiani del mare". Il tema a cui si ispira Maltese è la Siracusa che scompare e per questo decide di immortalare i lavoratori di un’antica e tradizionale arte siracusana.

Era il 1967, anno di grandi trasformazioni a Siracusa. L’incentivo alla realizzazione del video scattò, però, alla notizia del progetto di un secondo ponte sulla darsena che prevedeva l’eliminazione delle baracche dei “calafatari”. Maltese decise così, prima che fosse troppo tardi, di fissare, questa volta con la macchina da presa, il faticoso e difficile mestiere dei cantieri, scrutando da vicino le fatiche di maestri d’ascia, la pazienza del lavoro di scalpello, la magia delle ordinate che determinano la siluette della chiglia.

Oltre che nella scelta della inquadrature il merito del fotografo è quello di avere scritto una pagina di storia patria. Egli mostra la nascita di un peschereccio dalla sua iniziale impostazione sino al varo. Non si tratta sempre della stessa barca dal momento che il cortometraggio venne realizzato in una settimana (impossibile costruire un natante di quella portata in così poco tempo). Però con accorgimenti di inquadrature e il successivo montaggio, il peschereccio risulta costruito nella sua integrità. Il testo scritto personalmente dallo stesso fotografo venne letto dall’attore Aldo Spitaleri e le musiche di sottofondo furono scelte dal consulente musicale Antonino Franzò.

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Mostra no.5

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Mostra no.4

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Mostra no.3

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Mostra no.2

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Mostra no.1

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Madonna delle lacrime

La Madonna delle lacrime è un fatto noto, accaduto a Siracusa nel 1953, che venne ripreso e immortalato dal fotografo Angelo Maltese. La Madonna delle lacrime era una statuina in gesso situata sul mobile a fianco del letto di un’umile casa. Devoto e professionale, Angelo Maltese si interessò della vicenda e fece della Madonna delle lacrime una lunga e dettagliata riproposizione fotografica. La qualità artistica delle riprese di Angelo Maltese e il suo interessamento alla questione fecero sì che, a distanza di cinque anni dalla prodigiosa lacrimazione della Madonna delle lacrime, Angelo Maltese fosse incaricato di fotografare tutti i progetti del concorso perchè la commissione li potesse esaminare a tavolino. La volontà di dedicare un santuario alla Madonna delle lacrime venne condivisa dal fotografo Angelo Maltese che lavorò intensamente per più di un mese in una scuola in costruzione, assieme al figlio Renzo, per realizzare le fotografie degli elaborati dei vari progetti che furono presentati.

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