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Mercoledì, 20 Novembre 2013 15:55

Maltese “regista”

Foto per registaAngelo Maltese, coadiuvato dal figlio Renzo, che aveva abbracciato l’attività del padre, realizzò anche un cortometraggio di 16 minuti intitolato "Artigiani del mare". Il tema a cui si ispira Maltese è la Siracusa che scompare e per questo decide di immortalare i lavoratori di un’antica e tradizionale arte siracusana.

Era il 1967, anno di grandi trasformazioni a Siracusa. L’incentivo alla realizzazione del video scattò, però, alla notizia del progetto di un secondo ponte sulla darsena che prevedeva l’eliminazione delle baracche dei “calafatari”. Maltese decise così, prima che fosse troppo tardi, di fissare, questa volta con la macchina da presa, il faticoso e difficile mestiere dei cantieri, scrutando da vicino le fatiche di maestri d’ascia, la pazienza del lavoro di scalpello, la magia delle ordinate che determinano la siluette della chiglia.

Oltre che nella scelta della inquadrature il merito del fotografo è quello di avere scritto una pagina di storia patria. Egli mostra la nascita di un peschereccio dalla sua iniziale impostazione sino al varo. Non si tratta sempre della stessa barca dal momento che il cortometraggio venne realizzato in una settimana (impossibile costruire un natante di quella portata in così poco tempo). Però con accorgimenti di inquadrature e il successivo montaggio, il peschereccio risulta costruito nella sua integrità. Il testo scritto personalmente dallo stesso fotografo venne letto dall’attore Aldo Spitaleri e le musiche di sottofondo furono scelte dal consulente musicale Antonino Franzò.

Mercoledì, 20 Novembre 2013 15:55

Maltese scrittore e poeta

Angelo Maltese, come accennato in precedenza, non si dedicava solo alla fotografia ma era quello che possiamo definire un “artista completo”. Egli amò dipingere, come ci testimoniano alcuni ritratti a pastello e ad olio, ma anche scrivere lasciando una notevole opera letteraria a testimonianza del suo eclettismo e della sua visione della vita. La sua produzione letteraria è costituita da poesie, brevi racconti e articoli su fatti di cronaca e di costume apparsi in alcuni settimanali locali dell’epoca. La produzione poetica, costituita da un corpus non troppo consistente di liriche, ha come filo conduttore la nostalgia e la morte.

La morte della madre alla sua nascita, infatti, turbò tutta la vita dell’artista che suggerisce una lirica pervasa da nostalgia e da consapevolezza di essere anche lui vicino a quel traguardo. Per quanto riguarda la produzione in prosa, oltre a numerosi racconti, testimonianza di tante fasi importanti della vita della città, sono da ricordare anche i “quadernetti” un’arguta rubrica su note di costume e di eventi vari catturati dal suo occhio fotografico e pubblicate settimanalmente assieme ad una foto sul periodico “Siracusa nuova” nei primi anni sessanta.

Ecco un “quadernetto” che testimonia il grande affetto che ebbe sempre per gli animali: Signore perdonatemi. Io nacqui con l’amore per le bestie; ho una cagnetta e tre gatti.

Da qualche tempo mi è venutoli desiderio di avere un cardellino. Un giorno al mercato degli uccellini non ho resistito e mi sono fatto avanti. “Scelga, scelga a piacer suo, sono tutti belli, giovani e cantatori, se poi vuole un cardellino speciale il prezzo è un po’ più alto ma canta che è una vera delizia!”. “Ma come”, ho detto io, “non vedete che è senza occhi? Due fori al posto delle pupille!”. “Ma certo è per questo che canta senza mai stancarsi”.

“Ma dite è nato così?” “Nossignore questa è opera mia. Sono molto pratico, gli si pungono le pupille con un ago rovente ed è fatto il cantatore!”

Signore perdonatemi: maledissi quell’uomo e ne ebbi pietà per la sciagura sua.
Ho amato i miei simili, mi hanno tradito, un mendico mi ha rubato, una donna mi ha abbandonato: ho perdonato sempre. Ma a costui che acceca gli uccelli non ho saputo perdonare.

Mercoledì, 17 Ottobre 2012 23:15

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