Mercoledì, 20 Novembre 2013 15:55

Teatro greco

Rappresentare il teatro greco, privilegiando l'azione scenica, il rapporto con il pubblico e un punto di vista critico e selettivo, è una delle più grandi eredità che il giovane fotografo Angelo Maltese lascia ai posteri. È il 1914, Angelo Maltese ha solo 18 anni, eppure riesce già ad esprimere con eleganza e maestria il gusto classico delle rappresentazioni del teatro greco di Siracusa.
Del teatro greco Angelo Maltese privilegia la dimensione corale dello spettacolo, senza però trascurare il rilievo e le peculiarità dei gesti, delle pose e degli attori che costituiscono la struttura portante del teatro greco. All'espressività marcata delle tragedie e delle commedie del teatro greco, Angelo Maltese riesce ad inglobare il contesto storico, il pubblico e la struttura dove si svolgono le rappresentazioni del teatro greco.
La luce morbida e crepuscolare nelle foto del teatro greco rappresenta uno degli elementi ricorrenti dell'impostazione fotografica di Angelo Maltese. La naturalezza della tenue luce del tramonto riesce ad infondere una dolcezza incontrastata, ma anche una cornice di eterna immutabilità che immortala e consacra le immagini del teatro greco scattate da Angelo Maltese.

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Galleria d'arte fotografica

La luce chiara, morbida, quasi vellutata che trapela da ogni foto della galleria d'arte fotografica di Angelo  Maltese illumina gli scorci di Siracusa, le prospettive intrepide, i paesaggi e i ritratti che hanno reso questa galleria d'arte fotografica una delle più belle, intense ed esaustive di tutto il panorama della fotografia in Italia. La grande passione e l'umiltà con cui Angelo Maltese era solito approcciarsi all'analisi della realtà da inquadrare rendono le sue immagini un grandioso patrimonio storiografico, ma anche una galleria d'arte fotografica di inestimabile valore. Con grande maestria nel gioco delle luci e delle ombre Angelo Maltese riuscì a trasmettere stati d'animo, pensieri ed emozioni ai ritratti che fanno parte della sua galleria d'arte fotografica. Dalla pittura del 1800, Angelo Maltese seppe recuperare l'arte descrittiva del paesaggio, introducendo però prospettive inedite, personaggi e dettagli forbiti che seppero rendere unica e preziosa la galleria d'arte fotografica di Angelo Maltese. Per descrivere gli eventi storici del secolo scorso Angelo Maltese preferiva vendute il più possibile aeree e comunque di insieme che tuttora riescono a trasmettere a quanti si avvicinano alla sua galleria d'arte fotografica il piacere della fruizione estetica, ma anche il senso di un secolo.

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Fotografo Siracusa

Siracusa, l'estrema punta orientale della Sicilia, vive di una bellezza eterna nelle immagini che il fotografo Angelo Maltese gli dedicr nel corso di un'intera esistenza. Nato a Modica l'8 dicembre del 1896, il fotografo Angelo Maltese si trasferì a Siracusa, dove nel 1920 aprl uno studio da fotografo alla Mastrarua (lattuale via Vittorio Veneto) con il socio Miano che di li a poco sarebbe andato a cercare fortuna in America.
Da allora il fotografo Angelo Maltese immortalr la sua Siracusa nei monumenti, nelle ricorrenze della tradizione, nei protagonisti del tempo, nei luoghi e nei personaggi piy caratteristici, nonchi nel suo intenso e controverso rapporto con il mare. Vista con gli occhi del fotografo Angelo Maltese, Siracusa diventa il simbolo amato di tutte le citt` d'Italia, dei costumi tradizionali e dei forti cambiamenti che mutarono drasticamente l'assetto sociale delle citt` e del loro rapporto con le limitrofi campagne.
Il fotografo Maltese riprese Siracusa quando fu teatro delle manifestazioni della Gioventy Italiana del Littorio o durante la "festa del mare" o la festa del patrocinio di Santa Lucia. Alle immagini del folclore popolare, il fotografo Angelo Maltese aggiunse i ritratti, i paesaggi e le costruzioni tipiche di Siracusa, quali la biblioteca Alagoniana, la Basilica dello Spirito Santo, il palazzo Montalto, nonchi La Fontanina, un angolo del suggestivo giardino del palazzo del barone Interlandi Pizzuti in Piazza Duomo. Dal 1924 e fino ad un attimo prima della sua morte, avvenuta 26 gennaio 1978, La Fontanina fu lo studio del fotografo Angelo Maltese, ma anche un padiglione per le esposizioni e un punto di riferimento per moltissimi artisti che fecero di Siracusa una piccola capitale dell'arte e della fotografia.

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La fotografia in Italia

Il secolo d'oro per la fotografia in Italia è sicuramente il novecento. L'uso di tecniche sperimentali per ricreare determinati effetti e l'abilità espressiva nell'uso del linguaggio fotografico, nonché la partecipazione attiva al dibattito culturale e la mole di fotografie scattate a testimonianza di un secolo intenso quale il novecento, fanno di Angelo Maltese uno dei principali protagonisti della fotografia in Italia. Angelo Maltese nacque a Modica, allora in provincia di Siracusa, l'8 dicembre 1896. Con Angelo Maltese la fotografia in Italia si pose a fianco dei grandi eventi, quali le due guerre, il fascismo, gli anni della ricostruzione e del boom economico, come un occhio artisticamente meraviglioso in grado di riprodurre la realtà in maniera puntuale e la grandezza della fotografia in Italia. Angelo Maltese è tuttora considerato uno dei più grandi rappresentanti della fotografia in Italia, sia per la grande espressività che diede al linguaggio fotografico, sia per l'enorme valore che il suo archivio fotografico riveste in quanto testimonianza storica di numerosi eventi e protagonisti del secolo scorso, ma anche di usi, costumi e luoghi del nostro paese. Con Angelo Maltese la fotografia in Italia riuscì ad indagare l'animo umano e ad esprimerlo. Nel 1914 fu il primo a portare la fotografia in Italia alle rappresentazioni classiche del teatro greco, fotografò i monarchi d'Europa in visita a Siracusa e si avvalse della fotografia in Italia per la rappresentare celebri attori come Gualtiero Tumiati, Elena Zareschi, Annibale Ninchi e famosi uomini politici e di governo.

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La vita

Foto per La vitaAngelo Maltese nacque l’8 dicembre 1896 a Modica che in quel tempo era in provincia di Siracusa. All’anagrafe fu denunziato il 13, probabilmente per il trambusto causato in famiglia dalla morte della madre per parto. Questa morte segnerà per sempre la vita del fotografo, come scrisse in una delle sue liriche più struggenti. A soli 19 anni venne chiamato al fronte della grande guerra. Reduce si stabilisce a Siracusa. Nel 1920 apre uno studio fotografico alla Mastrarua (l’attuale via Vittorio Veneto) con un socio: lo studio Miano-Maltese. Il socio va poi a cercare fortuna in America e Maltese mise su bottega da solo. Nel 1924 ottenne dal barone Interlandi Pizzuti l’uso di un angolo del suggestivo giardino del palazzo al numero 1 di Piazza Duomo. Lì trovarono luogo il suo studio fotografico e il padiglione denominato La Fontanina.

Nel 1932 sposa la cugina Maria Maltese da cui nascono due figli: Renzo e Antonello.

Allo scoppiare della seconda guerra mondiale venne richiamato al fronte; a guerra ultimata, tra varie difficoltà, riuscì a tornare a Siracusa e si dedicò nuovamente al lavoro: la fotografia.

Tra i premi e riconoscimenti che ebbe nella sua vita ricordiamo la medaglia d’oro della rivista La donna Italiana nel 1922, il premio della Camera di Commercio di Torino per l’esposizione internazionale di fotografia del 1923 e la recensione di una sua personale di fotografia su la “Revue Moderne Illustre des Arte set de la Vie” di Parigi del febbraio 1927.

Nel 1964 venne nominato cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Morì il 26 gennaio 1978 chiedendo di essere avvolto nudo in un lenzuolo bianco, chiuso in una cassa semplice e deposto nella nuda terra. Perché anche la sua morte fosse semplice così come lo era stata la sua vita.

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Il teatro greco

Foto per Teatro GrecoDi Angelo Maltese sono le fotografie delle prime rappresentazioni classiche del 1914 nel teatro greco di Siracusa. Nonostante la giovane età del fotografo (aveva infatti soltanto 18 anni) sin dalle prime immagini è evidente l’atteggiamento fotografico caratterizzante l’artista aretuseo il quale non si limitò mai a riproporre un’azione scenica, ma utilizzò sempre il proprio punto di vista critico e selettivo.

Le immagini di figure individuali sono caratterizzate dalla necessità della posa e dall’immobilità del gesto. Queste foto testimoniano l’espressività degli attori di teatro dei primi del ‘900. Angelo Maltese fu maestro però nella foto corale, del grande spazio che privilegiava l’insieme. Fermando con successione logica i movimenti più significativi dello spettacolo, le foto di Maltese possono inserirsi nel concetto di scena globale, dove non è solo la rappresentazione a essere esaltata, ma in cui il fotografo trova nel pubblico e nello spazio circostante un ulteriore elemento da analizzare. Dimensione scenica e pubblico diventano complementari e la luce naturale, tendente progressivamente al crepuscolo, racchiude entrambi.

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La Tonnara

Foto per La tonnaraAttento indagatore di ogni fatto della vita locale, Angelo Maltese predilesse il mondo della pesca e dei pescatori. Ed è proprio con alcune di queste foto che nel 1988 è stata realizzata una mostra intitolata “C’era una volta una tonnara”, dove sono state esposte le foto della pesca nella tonnara di S. Panagia nei pressi di Siracusa. Esse sono state scattate negli anni ’30, ossia nel momento di maggiore attività della tonnara.

In queste foto si percepisce ciò che l’autore ha provato nell’attimo in cui coglieva i momenti di fatica e di vita scegliendo quella determinata immagine tra le altre che si susseguivano, fissandola e rendendola, così, emblematico ricordo di una situazione e di una storia.

Queste immagini, adesso, rappresentano un prezioso documento che permette di ricostruire gesti che ormai da anni non fanno più parte della nostra quotidianità.

Anche in queste immagini è ben visibile l’animo dell’autore. Angelo Maltese non ha, infatti, fissato i momenti più sanguinosi della pesca del tonno, ma i momenti di una fatica che appare a tratti gioiosa e appagante. Egli dunque proietta nella scena e nell’immagine il suo animo semplice e dolce, la gioia determinata dallo svolgimento delle attività quotidiane. I suoi sono i momenti meno tesi, più lirici di quello che un tempo era più di un mestiere quasi un rito ancestrale.

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Maltese “regista”

Foto per registaAngelo Maltese, coadiuvato dal figlio Renzo, che aveva abbracciato l’attività del padre, realizzò anche un cortometraggio di 16 minuti intitolato "Artigiani del mare". Il tema a cui si ispira Maltese è la Siracusa che scompare e per questo decide di immortalare i lavoratori di un’antica e tradizionale arte siracusana.

Era il 1967, anno di grandi trasformazioni a Siracusa. L’incentivo alla realizzazione del video scattò, però, alla notizia del progetto di un secondo ponte sulla darsena che prevedeva l’eliminazione delle baracche dei “calafatari”. Maltese decise così, prima che fosse troppo tardi, di fissare, questa volta con la macchina da presa, il faticoso e difficile mestiere dei cantieri, scrutando da vicino le fatiche di maestri d’ascia, la pazienza del lavoro di scalpello, la magia delle ordinate che determinano la siluette della chiglia.

Oltre che nella scelta della inquadrature il merito del fotografo è quello di avere scritto una pagina di storia patria. Egli mostra la nascita di un peschereccio dalla sua iniziale impostazione sino al varo. Non si tratta sempre della stessa barca dal momento che il cortometraggio venne realizzato in una settimana (impossibile costruire un natante di quella portata in così poco tempo). Però con accorgimenti di inquadrature e il successivo montaggio, il peschereccio risulta costruito nella sua integrità. Il testo scritto personalmente dallo stesso fotografo venne letto dall’attore Aldo Spitaleri e le musiche di sottofondo furono scelte dal consulente musicale Antonino Franzò.

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Angelo Maltese

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